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Sei su 4 social, hai 3 loghi diversi e un Canva aperto da 6 mesi. Questo non è un brand.

  • Immagine del redattore: Vittoria Lama
    Vittoria Lama
  • 8 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Il problema del branding oggi non è avere un "logo brutto"(diciamo che non aiuta nemmeno quello).

È avere un'identità che si disgrega ogni volta che qualcuno apre Canva.

Ecco cosa ti sta succedendo, e come si risolve davvero.


Ti propongo questo test da fare subito:

Prendi il telefono. Apri Instagram, poi Google Maps, poi il tuo menù PDF, poi l'ultima storia che hai pubblicato. Metti tutto affiancato. Sembrano comunicazioni dello stesso brand?

Se hai esitato anche solo un secondo, hai già la risposta.


Non disperare! È la situazione in cui si trovano la maggior parte dei brand oggi. Non per pigrizia, ma perché nessuno si è mai fermato a costruire le fondamenta. Si è andati avanti a rattoppare, adattare, sperimentare, e intanto la percezione del brand si è frammentata.

"Il tuo brand non è quello che hai deciso che fosse. È quello che vede il cliente ogni volta che ti incontra."
ZONA Locanda alla Moda – identità visiva food – Vittoria Lama brand designer
Stories social x ZONA Locanda alla Moda

Il problema non è Canva in sè, è che non hai una struttura.

Io per esempio adoro Canva, e lo trovo un ottimo medium da utilizzare tra me ed il cliente, in quanto è uno strumento semplice e facile da integrare.

Il vero problema è usarlo senza avere prima definito le regole del gioco: quali colori, quali font, quale stile fotografico, quale tono visivo.


Senza quelle regole, ogni post diventa una scelta arbitraria: il tuo social media manager usa i colori che gli sembrano belli quel giorno, il fotografo porta il suo stile personale, la grafica del menù la fa qualcun altro.

Risultato: cinque touchpoint che sembrano cinque brand diversi.

Il cliente, inconsciamente, questo lo percepisce.

Non sa dirti cosa non va, ma sente qualcosa di poco professionale, di non finito, di improvvisato: quella sensazione si trasferisce sul prodotto, e sull'esperienza intera.


TEST

Quanti di questi punti riconosci nella tua attività?

  • Il logo sul sito è diverso da quello che usi sui social.

  • Hai più di una versione del logo salvata in giro (sul telefono, su Drive, in email vecchie).

  • Chi gestisce i social usa font a suo piacimento, perché non glieli hai mai specificati per iscritto.

  • Le foto del profilo hanno stili molto diversi tra loro (luminosità, filtri, composizione).

  • Il menù stampato non assomiglia alla comunicazione digitale: è stato fatto in un altro momento, da qualcun altro.

  • Non esiste nessun documento che descriva come deve "sembrare" il tuo brand.

Se hai risposto sì a 3 o più: hai un problema di sistema, non solo di estetica. Cambiare il logo non risolve nulla, anzi, aggiunge solo un'altra versione alla collezione!


Perché nel food è più grave che altrove. H2

Se vendi un software e il tuo brand è un po' incoerente, forse passa.

Il prodotto parla da solo, i touchpoint sono pochi, il cliente interagisce principalmente tramite uno schermo.


Nel food, i touchpoint si moltiplicano a ogni angolo: Instagram, TikTok, Google Maps, la vetrina, il menù, le tovagliette, le buste da asporto, i cartelli, le stories, i reel. Vado avanti?


Ogni punto di contatto è un'opportunità di essere riconoscibili, o di essere dimenticati.


E ora aggiungi la velocità dei social: i tuoi contenuti vengono visti in 0,3 secondi di scroll da persone che non ti conoscono ancora.

L'incoerenza nel food branding non è solo un problema estetico. È un problema di riconoscibilità. E la riconoscibilità è il primo motivo per cui qualcuno sceglie te invece del locale di fronte.


Progetto Meridionale – rebranding identità visiva ristorante – Vittoria Lama brand designer
Progetto Meridionale - rebranding identità visiva ristorante

Cosa rende un'identità visiva davvero solida.

La conversazione si sposta da "è un logo bello o è un logo brutto" a "è un sistema coerente, efficace e adatto al suo pubblico". Non mi stanco mai di ripeterlo durante le mie call di presentazione.


Per riassumere brevemente, un'identità visiva solida è un insieme di regole chiare, tra cui:


01 — Palette colori con utilizzi definiti. Questi sono i nostri colori, e vanno utilizzati in questo modo.

02 — Tipografia con gerarchia. Font per i titoli, font per il corpo, font per le etichette, con le dimensioni minime consentite.

03 — Stile fotografico codificato. Una direzione chiara anche sotto l'aspetto fotografico aiuta di molto la coesione estetica ;)

04 — Tono di voce scritto. L'identità non è solo grafica: è anche come "parli". Formale o diretto? Ironico o caldo? Va definito per iscritto.

05 — Un documento di riferimento. Il famoso Brand Manual, documento che riassume tutto quanto sopra, accessibile a chiunque lavori con te (e adesso anche cardine da dare in pasto alle intelligenze artificiali).


Collage of brand guidelines with red and beige colors, text snippets, pizza images, and patterns. Meridionale Pizzeria - Vittoria Lama brand designer
Brand Manual di Meridionale

Allora, da dove si comincia?

Prima di chiamare qualsiasi brand designer, fai una cosa: raccogli in una cartella tutto quello che esiste oggi del tuo brand: loghi, materiali, screenshot dei social, menù, packaging. Guardalo tutto insieme.

Quello che vedi è la realtà del tuo brand oggi.


Se quello che vedi ti fa venire voglia di mettere finalmente ordine, è da lì che si parte. Non da un nuovo logo, ma da un sistema. Ed è esattamente quello che ti aiuto a costruire insieme.



Hai riconosciuto il tuo brand in questo articolo?

Una call gratuita di 30 minuti è sufficiente per capire da dove partire.



 
 
 

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